Perché è importante arieggiare e come farlo nel modo corretto

Da una Giornata dimostrativa in Agrinova a Modena tenuta dal Dott. Agronomo Lorenzo Benvenuti

La manutenzione ordinaria di un tappeto erboso (t.e.) prevede la realizzazione di interventi limitati alla cotica erbosa o allo strato più superficiale del terreno effettuati  senza danneggiarla o, determinando un danno che si rimargina in pochi giorni, e che possono essere ripetuti anche più volte in un anno.
Fra gli interventi di manutenzione ordinaria di un t.e. annoveriamo la sfeltratura e il verticutting . Entrambi gli interventi prevedono l’impiego di macchine, talvolta la stessa ma regolata in modo diverso. Ciò che li distingue è che il primo opera solo all’interno della cotica erbosa, mentre il secondo intacca anche lo strato più superficiale del terreno e, per questo motivo, è più energico.

Cos’è il feltro:

IL FELTRO È COMPOSTO DA SOSTANZA ORGANICA VIVA E MORTA IN LENTA DECOMPOSIZIONE SULLA SUPERFICIE DEL TERRENO COSTITUITA DA:

  • frammenti di foglie, soprattutto di alberi e arbusti
  • frammenti di culmi, stoloni e radici, quantitativamente prevalenti
  • culmi, stoloni e radici vive

I residui vegetali che si accumulano sono quelli a lenta decomposizione (ad esempio i nodi dei culmi, i culmi e le radici), perché ricchi di lignina.
I residui del taglio del t.e., invece, si decompongono con maggiore rapidità e quindi, in condizioni normali, non si accumulano.

CAUSE

I fattori che contribuiscono alla sua formazione sono: I fattori che contribuiscono alla sua formazione sono: I fattori che contribuiscono alla sua formazione sono: I fattori che contribuiscono alla sua formazione sono:

  • eccessive concimazioni azotate;
  • presenza di specie particolarmente vigorose;
  • eccessive irrigazioni e ristagni idrici (asfissia del terreno);
  • pochi tagli annui;
  • modificazioni repentine nell’altezza di taglio;
  • instaurazione di condizioni di acidità nel terreno;
  • mancanza di una adeguata umidità che favorisca l’attività microbica.

EFFETTI POSITIVI DEL FELTRO (MODERATA PRESENZA)

  • conferisce una maggiore elasticità al t.e. (campi sportivi);
  • protegge il terreno e la base del t.e. dalla radiazione solare diretta, dagli sbalzi termici, dall’azione delle gocce di pioggia;
  • attutisce gli effetti negativi del calpestamento.

EFFETTI NEGATIVI DEL FELTRO (PRESENZA ECCESSIVA)

  • riduce la resistenza alle alte e basse temperature e alla siccità perché il feltro permette ai i tessuti meristematici (corona), ai rizomi e alle radici di svilupparsi sopra la superficie del terreno in modo tale che non godono più della sua protezione;
  • favorisce crittogame e insetti perché il feltro ospita e favorisce lo sviluppo di parassiti (soprattutto facoltativi) fra i quali si cita Sclerotinia homeocarpa, Rhizoctonia, Helminthosporium, Typhula incarnata, … e perché riduce l'efficacia di fungicidi e erbicidi.
  • riduce l’ancoraggio della cotica erbosa al terreno;

I SINTOMI DI UN’ECCESSIVA PRESENZA DI FELTRO POSSONO ESSERE:

  • persistenza dell’orma prodotta dall’uomo;
  • comparsa di aree clorotiche;
  • facile diffusione di alcune malattie e infestazioni;
  • presenza di aree impermeabili.

COME DECIDERE L’INTERVENTO
Si esamina il profilo per verificare lo spessore del feltro e, indicativamente, si interviene quando supera i 10 mm con altezze di taglio inferiori a 25 mm o i 15-20 mm con altezze di taglio superiori.

Sfeltratura

albero coltelli mobili

Caratteristiche dell’attrezzatura
Lo sfeltratore è generalmente costituito da un rotore orizzontale munito di utensili che durante l’operazione non toccano il terreno,  sono equipaggiati con organi lavoranti a denti (sfeltratore vero e proprio) o a lame (verticutter) che operano all’interno del tappeto erboso senza toccare il terreno senza toccare il terreno.

I denti sono montati su supporti elastici (molle) -la molla determina un’azione “a strappo” molto efficace e che danneggia poco la cotica erbosa;  i denti sono normalmente spaziati 15-30 mm.
Le lame possono essere incernierate o fisse e producono un’azione di taglio verticale più energica che, oltre ad asportare il feltro, riduce il rigoglio vegetativo del t.e. e contrasta l’effetto grain, cioè la tendenza, propria di alcune specie, di svilupparsi in modo prostrato.

Le lame fisse contrastano l’effetto grainin modo più efficace;  le lame fisse sono normalmente spaziate fra loro di 18-55 mm (per la sola sfeltratura sono più efficaci gli utensili meno spaziati). 
La raccolta del residuo rimosso può essere effettuata direttamente se l’attrezzatura è dotata di cesto di raccolta, o mediante un passaggio successivo effettuato con aspirafoglie o con rasaerba a lame orizzontali con raccolta.

Precazioni
• assicurarsi che il tappeto erboso sia ben radicato per evitare inutili danneggiamenti;
• regolare con precisione la profondità di lavoro, questa non deve superare i 2-3 mm all’interno del feltro;
• quando il feltro è abbondante conviene effettuare due o più passaggi incrociati fra loro (intervento a stella);
• conveniente eseguire la concimazione dopo l’intervento;
• evitare l’intervento nel periodo di germinazione delle infestanti.

Periodi ideali
• fine estate - inizio autunno o inizio della primavera (in funzione dei problemi legati alle infestanti);
• dopo l’intervento ci devono essere almeno 4-5 settimane favorevoli allo sviluppo del t.e. (temperatura media, buona umidità, …) prima che la spinta vegetativa diventi troppo forte o arrivi il riposo invernale;
• in caso di necessità può essere eseguita in qualsiasi momento della stagione vegetativa.

Verticutting

I verticutters volgono sempre anche un’operazione di sfeltratura– certi modelli possono operare come veri sfeltratori quando è possibile regolare gli utensili in modo che non intacchino il terreno. Gli utensili interagiscono sia con la cotica erbosa che con il terreno realizzando delle fessurazioni continue con lo scopo principale di:

  • arieggiare lo strato più superficiale del terreno;
  • favorire l’infiltrazione dell’acqua;
  • asportare il feltro in modo energico;
  • migliorare l’efficacia degli interventi di concimazione e trasemina.

La profondità di lavoro raramente supera i 60-80 mm, viene sospesa la fruizione del t.e. per alcuni giorni.
Possono essere costituite da lame fisse o incernierate montate su di un rotore orizzontale (verticutter) con verso di rotazione opposto a quello dell’avanzamento, azionato da una trasmissione meccanica (attrezzature semoventi o azionate dalla pdp del trattore).

Molto efficaci anche nell’asportazione del feltro, vengono impiegate quando è necessario rigenerare il t.e. con concimazioni e trasemine e arieggiare lo strato superficiale del terreno (profondità di lavoro normalmente inferiore ai 50 mm – spaziatura fra le lame da 25-30 a 50-60 mm).

Periodi ideali
Inizio primavera combinata ad eventuali concimazioni (e trasemine).

 

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